
All’inizio la donna sola, poi in coppia con il suo compagno, in seguito inserita in un contesto familiare, per giungere alla donna-genitrice, la madre, emblema della vita. Figure scolpite nel marmo e nella pietra; figure variopinte, a seconda del luogo di provenienza dei materiali: dall’azzurro cielo dell’Argentina, al giallo della Tailandia, al verde della fluorite birmana; per giungere, più vicino a noi, al bianco di Carrara, al rosso di Arzo e al nero di Salorino.
Dopo i suoi primi trent’anni di scultura, Enrico Sala si definisce un uomo di fatica, un operaio instancabile, benché lavorare la pietra richieda un grande impegno fisico e una costante attenzione intellettuale. È infatti lei, la pietra, a farla da padrone; è lei che stabilisce le regole, che impone una scultura piuttosto che un’altra, un metodo di lavorazione piuttosto che un altro.
Esposizione permanente.
| GIO, 27° | VE, 26° | SA, 25° |

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